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L’idolatria
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12.10.2003
Per Gesù fa la
differenza se tu ci sei o non ci sei, è una differenza sostanziale, sei un
figlio che Lui vede, che fa un passo verso di Lui e questo è un grande onore per
Dio, un grande privilegio!
RIVOLGETE IL CUORE VERSO IL SIGNORE DIO D’ISRAELE
Giosuè 24 : ”
Giosuè raduna tutte le tribù d’Israele nella valle di Sichem e si rivolge loro
ricordando tutte le meraviglie che Dio ha compiuto nell’Esodo chiedendo chi
vogliono servire ora: Dio o gli dèi. “
A noi viene rivolta
la stessa domanda : “A chi vuoi dare la tua vita? Il tuo si di chi è? Da che
parte vuoi stare? A chi scegli di appartenere?
Quando tutte le
tribù rispondono che vogliono servire il Signore, Giosuè dice loro di stare
attenti, perché il Signore nostro Dio, non è un Dio col quale possiamo farci
quello che vogliamo, ma è un Dio che parla di se, è geloso e non vuole che noi
condividiamo il nostro cuore con altri dèi.
Dice infine con
un’esortazione di eliminare gli dèi dello straniero che sono in mezzo a loro e
di rivolgere il cuore verso il Signore Dio d’Israele.
Questo significa che
siamo pieni di dèi dello straniero e oggi viene detto a te di eliminarli. Siamo
chiamati a scegliere Gesù e siamo privilegiati per questo. Dobbiamo scegliere se
stare dalla parte di Dio o no; i conti si fanno oggi e questo ci cambia la vita!
GLI
IDOLI
Gli idoli si sono
appropriati del nostro cuore e molto spesso senza che noi ce ne accorgessimo.
L’importante non è capire quali siano, questo sarà lo Spirito Santo a dircelo
quando noi gli daremo la possibilità, ma la cosa più importante è capire come
arrivano e come fare a riconoscerli, dobbiamo capire perché nascono nel nostro
cuore. In riferimento a questo c’è “l’episodio del vitello d’oro” che narra di
quando Mosè si trova sul Sinai a parlare col Signore per ricevere le tavole
della Legge, mentre il popolo lo sta aspettando. Passa il tempo, ma Mosè non è
ancora tornato, il popolo si crede abbandonato, pensa che Mosè non ritorni più
ed è quindi sconvolto, sente il bisogno di un dio che lo guidi. Aronne ricevendo
questa notizia da uno del popolo, per risolvere la questione fa raccogliere
tutto l’oro che hanno, lo fonde e fa costruire un vitello d’oro.
Abbiamo bisogno di
essere guidati, è costitutivo della nostra natura avere qualcuno che si metta
alla nostra testa e ci dica dove dobbiamo andare! Se questo manca entriamo nel
panico, da qui deriva il meccanismo che ci porta al bisogno di costruirci degli
idoli che è la paura.
Quando entriamo nel
panico, quando abbiamo paura di essere stati abbandonati a un destino che non
sappiamo quale sia, abbiamo bisogno di un dio che ci guidi. Questa paura ci fa
vivere a tentativi, a spintoni come se incontrassimo un muro, ci sbattiamo, ci
rigiriamo e proviamo ad andare da un’altra parte. Impieghiamo anni della nostra
vita a vivere così e sono i migliori, perché sono gli anni della giovinezza, nei
quali invece di fare le scelte fondamentali e lavorare per il nostro futuro,
andiamo a tentativi, ritrovandoci poi senza aver scelto nulla! questo provoca
frustrazione, la quale genera un desiderio forte, spasmodico di avere qualcuno o
qualcosa a cui riferirsi che si chiama “un dio” davanti al quale noi ci
inchiniamo, ma non può rispondere alle nostre esigenze, non sa fare nulla.
Da Geremia 10; 1-16
5 Gli idoli sono
come uno spauracchio
in un campo di cocomeri,
non sanno parlare,
bisogna portarli, perché
non camminano.
Non temeteli, perché non
fanno alcun male,
come non è loro potere
fare il bene”.
Questo è il loro
problema! Non che fanno il male, ma che non fanno il bene. Non servono a nulla,
sono solo una perdita di tempo!
LA PAURA
La paura si divide
in tre parti:
-
paura del futuro
-
paura della solitudine
-
paura di se stessi
La paura del
futuro è legittima perché viviamo in un mondo dove ogni giorno sentiamo dire
che accadrà qualcosa di brutto e su di noi questo ha un peso che ci fa perdere
la speranza.
Viviamo in un mondo
violento e la violenza ci fa vedere il futuro negativo, perché è divenuta
normale per mantenere rapporti tra gli stati e tra di noi. Studiando e
riflettendo capiamo che il passato ha influenza nel nostro presente; abbiamo
preso una visione pessimista della realtà a causa della violenza.
Il modo in cui
vengono trattati i bambini e tutto quello che accade loro ha una cattiva
influenza sulle nostre speranze e soprattutto sulle future madri, perché quale
futuro potrà mai avere una mondo che tratta così i suoi piccoli.
La paura della
solitudine parte dalla solitudine che è terribile e per superarla faremo
qualsiasi cosa. È vero ed è giusto che sia così perché l’uomo da solo sta
malissimo, basta vedere alle origini della creazione quando l’uomo era solo e
Dio gli creò la donna, per capire che la condizione più innaturale dell’uomo è
la solitudine e quindi è comprensibile averne paura! La considerazione è che
viviamo in un mondo che genera solitudini, provoca allontanamenti e per non
rimanere soli è meglio non avere moralità piuttosto che averla ed essere
isolato, meglio iniziare a bere pur di non iniziare ed essere escluso, meglio
portare i
piercing
insieme agli altri, anziché non portarli ed essere isolato e così via.
La paura di se
stessi. Siamo terrorizzati da noi stessi, perché di fatto vorremmo essere
diversi. Se noi fossimo come vorremmo essere ci spaventeremmo meno, ma non
essendoci questo cambiamento abbiamo paura, ci infliggiamo condanne anche di
carattere fisico e non ci accettiamo, è caratteristico della nostra età! La non
accettazione di se è l’elemento chiave che ci fa capire che abbiamo paura.
Viviamo divisi tra il desiderio di essere impulsivi e l’ansia di dover
controllare tutto perché se qualcosa sfugge mi farò male un’altra volta,
soffrirò di nuovo! Così ci chiudiamo in noi stessi senza capire chi siamo, senza
accettarci e poi come pretendiamo di amare se prima non amiamo noi stessi?!
Questo ci porta poi alla paura della solitudine, ci auto condanniamo a stare da
soli, soli in mezzo a tutti, non abbiamo la forza di guardarci, scappiamo da noi
stessi e la mancanza d’accettazione è tale che non conosciamo noi stessi.
Queste sono le paure
che ci portano a costruire un idolo nella nostra vita, quello che costruiamo è
ciò che il mondo ci propone, l’idolo di questo tempo ha un nome: è l’
egocentrismo cioè io al centro.
Passiamo la vita ad
adorarci senza sapere chi siamo, a lusingarci, a esaltarci, a condannarci,
quando non c’è motivo di farlo, ma è solo una spinta culturale. Ognuno pensa per
se e se ne frega di quello che accade nel mondo, l’importante è che io
sto bene, che io non ho problemi, che io bevo, che io sto
male, che io piango, che io soffro, l’importante è che sia io!
Così tanto poi che ci carichiamo di responsabilità che non sappiamo tenere,
perché non abbiamo la forza di essere così, quindi viviamo in un modo
frustratissimo dove dobbiamo fare mille cose, ma non riusciamo a trovare la cosa
per la quale viviamo; ci fondiamo su quello che c’è c’è e chi se ne frega, ma la
vita fondata su questo è un fallimento, perché ci sono scelte che dobbiamo fare
e non possono essere fondate su quello che sentiamo, perché oggi lo sentiamo,
domani non più e perché altrimenti viviamo frustrati e pieni di paure, senza
faticare per qualcosa che per noi è importante. Siccome siamo invasi da paure
abbiamo smesso di sognare! Ci hanno tolto a noi giovani la capacità di sognare e
così restiamo bassi.
Ma noi possiamo dire
NO a tutto questo, Gesù viene a dire a ciascuno di noi “I tuoi sogni sono
preziosi per me, sono fondamentali, meno male che sogni!” e ci crediamo, ci
vogliamo impegnare per un mondo migliore, si può!
Qualunque sia il tuo
passato, il tuo desiderio, la tua miseria, scaccia via da te quell’idolo,
togliti dal primo posto, restituiscilo a chi gli appartiene! I tuoi sogni, la
tua bellezza inesauribile che nessuno mai ha visto tanto meno tu, in Gesù
trovano ragione, splendore e vedrai cose che non hai mai visto! La tua
solitudine che tanto ti spaventa diventerà compagnia, comunione, fraternità,
desiderio di vivere, non avrai più paura della persona che ti sta di fronte, ma
sarà per te un amico e non qualcuno dal quale difendersi. Vai da Dio, distruggi
il tuo idolo, rimetti Dio al primo posto e se hai paura di te, entra dentro te
stesso!no ti trascurare, ma abbi il coraggio di vedere i tuoi errori e di
chiedere scusa a te stesso e a Dio per come ti tratti!NON LO FARE Più. Il
Signore salva sempre con questa parola: ”Va e non peccare più.” Gesù risolve
anche la paura del futuro, perché per te c’è un futuro.
Perché non a te?
Emilia Palladino
* i
titoli e sottotitoli sono nostri
Nota:
L’autrice di questo insegnamento non ha letto e corretto questa sbobinatura.
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